La mail dell’ ufficio, va comunque rispettata

A dirlo è una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato un responsabile di un ufficio pubblico che, utilizzando una password generale, ha violato la casella di posta elettronica lavorativa dei propri dipendenti. Suddetta violazione è stata esplicata nel dettaglio dalla sentenza che ora riassumeremo di seguito.

La casella di posta elettronica costituisce, secondo la legge, un’ espansione ideale dell’ area di rispetto di una persona ed essa è quindi soggetta ad una regolazione ben specifica. Non importa che si tratti di una mail fornita dal datore di lavoro al proprio dipendete poichè, nel momento in cui essa sia protetta da password personalizzata dal dipendente, verrà considerata il domicilio informatico dello stesso.

Questo concetto implica che il datore di lavoro o nel caso in esame, il responsabile, debbano rispettare la privacy dei propri dipendenti anche in ambito informatico, non disponendo di alcun diritto concreto per esaminare i file personali che possono essere contenuti nei messaggi di posta elettronica.

Il mancato rispetto di suddetta direttiva costituisce di fatto per la legge una reale violazione dello spazio privato del dipendente ed una lesione alla sua riservatezza. Le conseguenze della sentenza di colpevolezza per chi si macchia di questo reato possono sfociare addirittura nel penale con la reclusione fino a 6 mesi.

Ricordate quindi di rispettare sempre la privacy dei vostri dipendenti anche e sopratutto se si stratta di e-mail di ufficio da voi fornite. Qualora doveste riscontrare irregolarità nel loro utilizzo o dubbi, la scelta migliore è rivolgersi ad una figura competente che possa consigliarvi come procedere nel modo più corretto e nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

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