Troppe Supplenza: l’Italia bacchettata dall’UE

Il problema delle troppe supplenze in Italia non è certo una novità. Sono infatti tantissime, soprattutto negli ultimi anni, le cattedre vacanti che prevedono l’impiego di insegnanti con contratti a tempo determinato. Perfino l’Unione Europea ha ravvisato un eccessivo abuso delle suddette da parte del nostro Paese, arrivando ad aprire addirittura una procedura d’infrazione.

 

Procedura d’infrazione: il problema delle troppe supplenze

L’ Unione Europea ha riscontrato una forte tendenza in Italia a fare largo uso di precari e supplenti per coprire le cattedre non assegnate. Nonostante il problema sia presente da anni, ormai, è in questi ultimi mesi che sembra essersi acuito maggiormente, tanto da attirare l’attenzione della commissione UE.

Sembra infatti che la recente introduzione della quota 100, abbia permesso a molti insegnanti di andare in pensione, lasciando scoperte delle cattedre che non è stato possibile assegnare. Le ragioni dietro questa inabilità sono sempre le stesso come l’ormai sempre più marcata mancanza di docenti specializzati (in particolare quelli di matematica), un costante ritardo nella promozione dei concorsi dovuto ai soliti iter burocratici infiniti e altri fattori.

Le troppe supplenze diventano quindi un problema in particolare per gli studenti, abbandonati a sé stessi senza un punto fisso nella loro educazione. Doversi approcciare costantemente con insegnati differenti, non è assolutamente facile, poiché varia il metodo di studio, la mole di lavoro e anche i modi con cui vengono effettuate le spiegazioni.

Non c’è da stupirsi, dunque, se il settore dell’insegnamento è in crisi. Quello che possiamo auspicarci è che lo Stato intervenga tempestivamente per rendere i corsi e le graduatorie più accessibili.

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